Il mondo della birra artigianale è vasto e affascinante e, per i meno esperti, può apparire come un universo quasi impenetrabile a causa della molteplicità di prodotti e di termini specifici.
Chi si trova di fronte a un cameriere o al bancone di un pub e deve ordinare una birra può quindi avere qualche dubbio o imbarazzo nel richiederne una! Come scegliere tra birre dolci, amare, acide, leggere ecc…?
Nell’articolo vi proponiamo una serie di errori da evitare per cominciare ad approcciarsi al mondo birraio!
I 5 errori da evitare quando si ordina una birra
1. Posso avere una birra rossa doppio malto?
Prima di tutto la birra non è mai rossa, al massimo è ambrata e la denominazione doppio malto ha valore solo a livello fiscale.
Infatti il fisco italiano definisce la bevanda in base al grado Plato e al grado alcolico: il primo è un grado saccarometrico, ossia la percentuale di estratto (composto da zuccheri) nel mosto prima della fermentazione.
Di conseguenza sono chiamate doppio malto le birre che superano i 14,5 grado Plato e i 3,5 di grado alcolico. É grazie a questa classificazione che lo Stato applica una tassa sulla bevanda.
2. È un Irish Coffee?
Una delle domande che più infastidiscono i baristi è scambiare una Stout con un Irish Coffe! In apparenza può sembrarlo a causa della schiuma compatta e cremosa color nocciola (non è panna montata!). In realtà la Stout è una birra ad alta fermentazione scura, dal sapore robusto e tenace.
3. Birra dolce o amara: com’è questa birra?
Per evitare di apparire come dei principianti che non sanno nulla di birra, è necessario evitare di usare termini come “dolce” e “amara”.
Esiste infatti un’unità di misura, IBU, International Bitterness Unit, che calcola la concentrazione di a-acidi isomerizzati presenti nella bevanda, ossia la quantità di alfa acidi il luppolo ha rilasciato nel corso della bollitura. Sono proprio loro a dare il gusto amaro alla birra.
Si tratta sempre e comunque di una stima e inoltre gli aspetti che possono influenzare il gusto della birra sono diversi, a partire anche dall’acqua utilizzata nella produzione.
4. Vorrei una birra chiara
Bisogna imparare a definire correttamente ciò che si beve poiché richiedere una birra chiara è troppo generico! É necessario specificare se si vuole una birra con una gradazione alcolica poco impegnativa o se si predilige un tasso alcolico maggiore ecc…
5. C’è troppa schiuma!
Senza schiuma maggior parte dei sentori e delle sfumature che danno identità alla birra non ci sarebbero. Infatti è grazie al cappello di schiuma che vengono preservati aromi e sapori.
La schiuma è un chiaro tratto distintivo del tipo di birra che si sta per bere, poiché varia in base al tipo di bevanda scelto.
Inoltre, la quantità di schiuma dipende anche dalla temperatura: le birre spillate a una temperatura più alta avranno una maggiore quantità di schiuma
Infine, è grazie ad essa che viene assorbita la maggior quantità di anidride carbonica, infatti, è durante la spillatura che la CO2 si libera e crea bollicine gassose che risalgono verso l’alto e generando la schiuma